giovedì 11 agosto 2011

REPORT SIT-IN 10 AGOSTO C.A.R.A. SANT’ANNA – ISOLA DI CAPO RIZZUTO (KR)



Nella mattinata di mercoledì 10 agosto associazioni e movimenti antirazzisti calabresi si sono ritrovati davanti al Cara di Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) per protestare contro le politiche xenofobe e securitarie del Ministro Maroni e del Governo Berlusconi e per esprimere vicinanza e solidarietà ai migranti e richiedenti asilo presenti all’interno del campo, anche alla luce della rivolta nel centro di accoglienza di Crotone di pochi giorni fa.
Contemporaneamente allo svolgimento del sit-in, era prevista la visita dell’On. Doris Lo Moro nel centro di accoglienza per verificare la situazione del campo dopo la rivolta. 



La stessa parlamentare, resasi disponibile alla visita, aveva inviato specifica richiesta di ingresso nel centro di accoglienza di Crotone anche per un medico e per un esponente dell’associazionismo antirazzista. 

Con notevole stupore e a poche ore dalla programmata visita, la Prefettura di Crotone “chiedeva” alla parlamentare del PD di non effettuare l’ispezione e di rinviarla ad altro giorno per motivi di ordine pubblico, in altri termini, e così come riferitoci dalla parlamentare stessa, le veniva di fatto chiesto di non entrare nel campo e di rinunciare, quindi, alle prerogative  attribuitele dalla Carta Costituzionale. 

Se così sono andati i fatti, la vicenda assume contorni molto preoccupanti e nebulosi: nel Cara di Crotone sono state sospese le garanzie democratiche e costituzionali.
Il sit-in è comunque proseguito fino a che una delegazione dei manifestanti non è stata ricevuta, nella tarda mattinata, dal Prefetto di Crotone, al quale è stato chiesto il motivo per il quale l’On. Lo Moro è stata invitata a non entrare nel campo di Sant’Anna, mentre, il giorno prima, lo stesso veniva visitato dal sottosegretario leghista, Sonia Viale, dalla parlamentare del PDL, Dorina Bianchi, già eletta nelle liste del PD e dallo stesso Prefetto, oltre che dal Sindaco di Isola di Capo Rizzuto. Quali sono dunque questi cogenti motivi di sicurezza pubblica che si sono appalesati nella notte? Interrogativo che al momento non ha risposta. Il Prefetto nel rispondere alle domande poste, ha precisato, dal canto suo, di non aver mai negato l’accesso al campo all’On. Lo Moro, ma di avere soltanto suggerito di rinviare la visita ad altro momento, precisando, inoltre, di non avere il potere di impedire l’accesso ad un parlamentare.

Sembra di capire che la confusione regna sovrana, ma resta, comunque,  grave il fatto che nel campo di Sant’Anna, dopo le rivolte dei giorni scorsi, siano entrati esponenti del governo e della maggioranza e non sia entrato un parlamentare di opposizione. Per questo le associazioni ed i movimenti antirazzisti calabresi chiedono ai vertici del Partito Democratico, On. Bersani in testa, di attivare tutte le procedure parlamentari necessarie per capire cosa è successo o sta succedendo nel centro di accoglienza più grande d’Europa, anche in considerazione di quanto denunciato nei giorni scorsi da tutti gli organi sindacali della Polizia di Stato di Crotone.

Intanto rimangono aperte tutte le questioni che hanno spinto alla mobilitazione come i lunghissimi tempi delle Commissioni incaricate di valutare le richieste di asilo ed il pregiudizio che appare connotare alcune delle decisioni, tutto ciò provoca tensioni e la giusta stanchezza e diffidenza da parte di persone che, per lo più, fuggono da guerre e persecuzioni e che sono costrette ad aspettare mesi se non anni per vedere valutato il proprio caso.
I centri di prima accoglienza debbano essere aperti al controllo ed alle visite di tutte le organizzazioni umanitarie ed alla stampa.
E’ necessario immaginare e realizzare un altro modello di accoglienza, più vicino alle esigenze dei migranti ed alla capacità di accoglienza dei nostri territori e decisamente diverso anche da quello dei centri che in questi giorni si stanno aprendo a macchia di leopardo su tutto il territorio regionale sotto l’egida della protezione civile, con metodi non del tutto chiari e che a nostro avviso avranno il solo effetto di creare condizioni di disagio non solo ai migranti ma anche alle comunità locali interessate. 

Infine nella tarda serata sono stati arrestati circa diciassette ragazzi nigeriani, con l’accusa di devastazione e sciacallaggio, gli stessi reati contestati a molti compagni durante il G8 di Genova, per questi reati la legge prevede una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione. La situazione, dunque, appare grave e la presenza, all’interno del Cara di Crotone, del sottosegretario, Sonia Viale, la mattina del 9 agosto è indicativa di una preoccupazione forte del ministero degli Interni su tutto ciò che riguarda il Centro di Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto.



Filippo Sestito 
Presidente Arci 
Comitato Territoriale Crotone